Siamo salite al Monte anche stanotte perché le case dove viviamo sono occupate. Parcheggio in mezzo agli alberi e spengo le luci. Fuori è uno spettacolo: la luna piena illumina tutta la neve che ha coperto ogni cosa.
Non l’ho ancora baciata e il rossetto sulle mie labbra ne è testimone. Voglio vederla esplodere di piacere.
La spoglio mentre la bacio. Un fisico da nuotatrice si scopre sotto le mie mani e non capisco più niente perché sento forte l’odore del suo sesso che mi porta alla follia. Passo la lingua tra le sue cosce e sentire che ansima mi eccita. Lei mi tocca il seno, sento caldo, sudo ovunque. Siamo ragazze da Tiaso noi; cosa ci facciamo in questa macchina fredda nascoste nel bosco che di sacro non ha niente, se non lei e le sue voglie stupide di essere penetrata?
Prima di usare le dita per farla godere le lecco tutto ciò che il pelo pubico nasconde. Lei si esibisce in un mugugno continuo e umido.
Sorride di solito mentre beviamo vino rosso, ma ora è in stato di beatitudine. La bacio sulle labbra e le strizzo i capezzoli per non farla venire subito. Anche il fil di ferro con il quale l’ho legata in posizione scomoda serve a rinviare il suo piacere che esplode dopo tanto mentre la sculaccio.
Questa scena con lei è finita. Qualche sudicione stupido si masturberà sul nostro amplesso, ma questo è il nostro lavoro.
Quello che faccio tutto il tempo è leccarti e accarezzarti, ci pagano per questo. Ma la verità è che vorrei abbracciarti e darti calore come quando dopo aver fatto il bagno nel mare di Santa Lucia torni infreddolita sulla sabbia bollente.
In effetti sei solo la persona che desidero di più al mondo.
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